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lunedì 29 aprile 2019

6 consigli per "guarire" dal caos emotivo

1. distingui le 8 emozioni chiave: le emozioni funzionano come segnali che permettono di cambiare rotta quando qualcosa non va. Ecco perché è importante imparare a leggere le emozioni e dare loro il nome giusto.
- felicità: è lo stato d'animo di quando sei in armonia con te stessa e con gli altri. Ti dà forza, ti rende più aperta e generosa, più paziente e reattiva davanti alle difficoltà.
- tristezza: un lutto, una separazione, un problema di salute, la mancanza di autostima. Sono tutti ostacoli che creano disarmonia e ti fanno provare amarezza.
- rabbia: è un'emozione forte, che indica che ti senti irritata e impotente per una situazione che non ti piace o per una persona che non è come vorresti.
- paura: la provi in presenza di un pericolo che può essere vero o esistere solo nella tua immaginazione.
- disgusto: ti assale in presenza di qualcosa o qualcuno che pensi possa esserti nocivo. Spesso si accompagna a una reazione psicosomatica: il mal di stomaco.
- sorpresa: il brusco passaggio da un'emozione o da una situazione a un'altra crea disorientamento.
- colpa: scatta quando hai agito (o credi di averlo fatto) in maniera scorretta e ingiusta.
- vergogna: se hai detto o fatto qualcosa che può essere giudicato male da un punto di vista morale o sociale, provi questa sensazione
2. concediti una pausa: fai slalom tra lavoro e famiglia? Senti di non avere mai un attimo per te? Allora sei sulla strada giusta verso il caos emotivo. Prova a ritagliarti almeno 15 minuti al giorno per un'attività creativa:
* cucina
* dipingi
* ricama
* suona uno strumento
* balla, fai giardinaggio
Mentre il tuo corpo crea, la mente si rigenera e combatte le emozioni negative e l'ansia, si proietta nel futuro e individua le soluzioni ai problemi che ti assillano. Inoltre, sviluppando la fantasia e la sensibilità, rafforzerai l'identità e l'autostima.
3. resetta il dialogo interiore: se hai la tendenza a rimuginare, individua i tuoi pensieri automatici, che ti ripeti continuamente ("non ce la faccio, non sono capace, non ci riuscirò mai") e cerca di eliminarli dal tuo dialogo interiore.
4. concediti degli errori: essere troppo severa con te stessa non ti aiuterà a migliorare. Il perfezionismo genera solo un senso di impotenza. In pratica: come se tu fossi ancora una studentessa, punta al 6 in tutto quello che fai e non al 10. L'eccellenza a volte distrugge.
5. prenditi cura delle cose importanti: se per lo stress e i troppi impegni hai la tendenza a trascurare tutto il resto e soprattutto te stessa, il tuo corpo e la tua mente, creati una tua disciplina e applicala. In pratica: fai un planning settimanale delle cose importanti da fare e seguilo.
6. goditi il "viaggio": l'esistenza non è fatta solo di traguardi da raggiungere, ma di esperienze da assaporare. In pratica: elenca per iscritto tutti i motivi di soddisfazione, interesse e speranza che hai. Scoprirai che la tua vita contiene già molte occasioni di felicità.

sabato 9 febbraio 2019

27 problemi psico e come risolverli

Non c'è un giorno uguale all'altro, questa è la vita. A volte ci sentiamo demoralizzate, altre siamo euforiche, altre ancora non riusciamo a smettere di pensare a un problema che ci assilla o al passato che non possiamo cambiare. Ma sorridere alla vita vuol dire accettarla nelle sue svolte gioiose come nei suoi imprevisti. Ecco come allenare la mente nel modo giusto, ad alleggerire il peso dei brutti ricordi, a tenere sotto controllo le ansie e a far crescere la serenità.
1. Accettare la realtà quando non puoi cambiarla
Facciamo un esempio: a chiunque è capitato di essere in ritardo a un appuntamento e l’ascensore che stiamo aspettando non arriva. Siamo lì, impazienti, a lottare contro la situazione e magari ci troviamo a premere nervosamente più volte il pulsante, come se così facendo, potessimo fare arrivare l’ascensore più in fretta. Il risultato, mentre si aspetta, è una sensazione di sofferenza e irritazione. La realtà spesso non possiamo cambiarla, è vero, ma ciò non toglie che possiamo cambiare la nostra reazione e magari approfittando di quel minuto di troppo per aggiustarci il trucco! Ecco come imparare a reagire in modalità easy:
* non generalizzare: se ci accade qualcosa di spiacevole, non diciamo che durerà per sempre o che andrà male anche tutto il resto.
* cambiare postura: quando ci sorprendiamo in un atteggiamento di anti-accettazione rispetto alla realtà, cerchiamo di non reagire immediatamente con il nervosismo, ma concentriamoci sulla postura: abbassiamo le spalle, apriamo il torace, alziamo il mento, raddrizziamo la spina dorsale e respiriamo profondamente.
* le frasi mantra per allentare la tensione: tutte le volte in cui, durante la giornata, ci troviamo in modalità di non-accettazione, guardiamo la situazione con cui abbiamo a che fare (e che al momento non possiamo cambiare) e ripetiamo frasi come è quello che è”, oppure non mi piace questa situazione, ma ci posso convivere, passerà. Devo essere paziente con me stesso, mentre vivo questo momento. Sentiremo la tensione allentarsi magicamente
* la citazione sull'accettazione: impara ad accettare. Non vuol dire rassegnarsi, ma semplicemente non perdere energia dietro a situazioni che non puoi cambiare {Dalai Lama}
2. Amicizia
* l'esercizio per le amicizie sbagliate: scriviamo i nomi delle persone con le quali siamo in confidenza e diamo loro un voto di affidabilità, da 1 a 10. Qualcuna ha preso meno di 6? Allentiamo il rapporto: che bisogno abbiamo di raccontare tutto a tutti?
3. Amore
Il segreto per far durare la coppia? Nessuna formula magica, solo qualche dritta:
* desiderare le stesse cose: perché una relazione funzione, è fondamentale avere aspettative e progetti di vita compatibili, come ad esempio posarsi o avere dei figli.
* comunicare: il motivo per cui le relazioni finiscono è perché spesso non si fanno domande su ciò che desidera l'altro e non si ascoltano le risposte. E' importante, quando il nostro lui ci parla, prestare attenzione e giudicare con obiettività.
* giocare insieme: secondo gli psicologici, divertirsi insieme spezza la routine, crea complicità e sviluppa sentimenti positivi tra i partner. Bastano piccole cose: un travestimento alle feste, regalarsi piccole sorprese e persino darsi morsi leggeri. Secondo uno studio dell'università di Yale, "l'aggressività tenera" dimostra che l'amore è talmente intenso da non tenere a bada le emozioni.
* sapere cos'è l'amore: amare significa fare spazio a qualcuno nella propria vita e costruire insieme qualcosa di grande.
4. Ansia
* il fiore di Bach Aspen: 4 gocce in un bicchiere d'acqua, 3 volte al dì in caso di ansia generalizzata
5. Autostima
* concedersi di sbagliare: il perfezionismo è uno dei peggiori nemici dell'autostima. Come sbarazzarsi dell'idea di dover essere perfette? Allenando la nostra capacità di riprenderci da una défaillance. Se ci capita di dire o fare la cosa sbagliato, ricordiamo a noi stesse che siamo semplicemente degli esseri umani, e che la persona che abbiamo di fronte è un altro essere umano che può capire.
* sviluppare l'umorismo: L'equazione è semplicissima, basta che noi ridiamo perché gli altrici trovino divertenti. Impariamo quindi a ridere con chiunque e a cogliere il lato comico di quello che ci sta succedendo, e gli altri si sentiranno istantaneamente a proprio agio in nostra compagnia.
* la meditazione per sentirsi più belle: ogni giorno possiamo fare questo semplice esercizio, lontano da distrazioni e in perfetta solitudine. Al termine dell'esercizio saremo molto più serene, positive e forti:
--sediamoci comodamente su un tappeto, chiudiamo gli occhi e respiriamo con il diaframma concentrandoci sull'atto di inspirare e di espirare
--quando avremo svuotato la mente cerchiamo di visualizzare noi stesse come delle piccole creature piene di luce, con il viso e il corpo luminosi, al meglio della nostra bellezza. Se preferiamo possiamo visualizzare noi stesse come delle bambine
--immaginiamo di prendere questa piccola creatura e di cullarla dolcemente tenendola vicino al nostro cuore, accarezzandola e inviandole tutta la tenerezza di cui siamo capaci. Parliamole, diciamole che è bella, che è perfetta, che merita amore incondizionato e rispetto. Colmiamo d'amore quella immagine di noi stesse in miniatura, lasciamo che quel calore ci invada, irradiandosi dal centro del nostro petto fino alla punta dei pedi e dei capelli.
6. Brutti pensieri
* sostituire il ragionamento con l'immaginazione: quando i pensieri tristi si affollano nella nostra mente, sostituiamoli con delle immagini in cui ci sentiamo a nostro agio e felici (un altro posto, un'altra epoca, un'altra dimensione). Le immagini, agendo al di fuori del pensiero, irrompono nella coscienza e permettono all'inconscio di realizzare veri e propri prodigi terapeutici
7. Cambiamenti di vita
Ogni grande cambiamento è accompagnato da una pagina bianca. Per abbracciare il cambiamento e abbandonare il passato può essere utile:
* cambiare il taglio di capelli: è un simbolo, che serve a mostrare a noi stessi e agli altri che qualcosa è già mutato; si cambiano i capelli insieme alla propria vita affinché ci si possa vedere nello specchio già cambiati
8. Cambiare schemi mentali
Cambiare le proprie abitudini, i propri schemi, la propria personalità è dura: il cuore dice sì, la testa pensa no. Il segreto di come modellare la mente risiede nella corteccia prefrontale, la parte che gioca un ruolo chiave nella personalità. E' l'ultima parte del cervello a formarsi e, secondo gli scienziati, se non viene stimolata in modo appropriato si può soffrire di problemi di identità. Se sentiamo che la nostra personalità ci va stretta, possiamo riprogrammare la nostra corteccia prefrontale cambiando non solo i nostri pensieri, ma anche le cose e le persone che ci circondano. Ad esempio siamo stanche di sentirci sempre timide e insicure? Creiamoci una nuova personalità: sforziamoci di alzare le mani a lezione, esprimere le nostre opinioni, immedesimiamoci in un drago o una tigre quando dobbiamo essere strong.
* tempo necessario per rimodellare gli schemi mentali: sempre secondo la scienza, ci possono volere fino a 4 mesi e mezzo, mentre bastano solo 21 tentativi per costruire una consuetudine, per cui ci si può arrivare nell'arco di 3 settimane o addirittura in un giorno solo, con il medico della "parola del giorno": se ne utilizziamo una nuova per 21 volte in 24 ore, l'avremo radicata nel nostro vocabolario in una sola giornata . Ma funziona allo stesso modo con uno schema di pensiero.
* bere acqua: se pratichiamo una nuova consuetudine mentre beviamo i nostri 8 bicchieri quotidiani , nell'arco di tre giorno avremo creato un'abitudine assolutamente inusuale.
* il metodo dell'elogio: è un metodo per superare una tendenza alla critica e consolidare la nostra autostima. Se non abbiamo voglia di aspettare 21 tentativi per operare questo cambiamento, in questo caso la soluzione consiste nel rivivere un'esperienza attraverso una visualizzazione. Ipotizziamo di poter interrompere il nostro schema mentale negativo con uno schiocco di dita e uno sfacciato: "Ragazza, sei divina!" Ripetendo mentalmente quest'azione non faremo altro che praticare un'abitudine positiva: il che comporterà la riprogrammazione dei pensieri.
9. Caos emotivo (clicca qui)
10. Dire ciò che si pensa {il diritto di critica}
Perché finiamo sempre col ringraziare il parrucchiere per i suoi tagli orrendi? Perché non riusciamo a dirne quattro ai camerieri che non rispettano le nostre ordinazioni? Perché non riusciamo a piantare grane a chi non ci rispetta? In situazioni del genere è fondamentale esercitare il nostro diritto di critica:
* superare la paura del conflitto: vi stupirà sapere che la maggior parte delle persone tende per natura a rifuggire il conflitto. In altre parole preferiamo evitare i confronti scegliendo la rassegnazione. Il lato buono è che risparmiamo agli altri dei momenti sgradevoli, ma questo comportamento ha degli svantaggi, a cominciare dal senso di infelicità che ci causa. In realtà, non bisogna sempre considerare le critiche una via verso il conflitto.
* non mi piace...perché mi sento...quindi vorrei: una strategia che funziona sempre è iniziare il discorso specificando quel che non ci piace o che vogliamo contestare (per esempio: «Quando non si dà valore al mio lavoro…»). Proseguiamo spiegando le emozioni che ci provoca («Non mi sento a mio agio in ufficio») e infine esponiamo quel che vorremmo («Mi piacerebbe che si tenesse più in considerazione quel che faccio e mi si affidassero maggiori responsabilità per tirare fuori il meglio di me»). Come sempre quando si parla di crescita personale, riuscire a essere assertive richiede tempo e impegno: quanto più esercitiamo il nostro diritto di dire quel che pensa, tanta più sicurezza guadagneremo nel tempo.
11. Disgusto
Emozione che si prova in presenza di qualcosa che è nocivo per il nostro benessere psico-fisico. Quando il disgusto è forte si trasforma in disprezzo ed evidenzia l’ostilità nei confronti di qualcosa o qualcuno che manifesta valori opposti ai nostri.
* Sono fonte di disgusto: si prova disgusto davanti a qualcosa di inanimato, nella maggior parte dei casi il cibo ma possono essere anche odori, in generale di fronte a stimoli sensoriali
* Funzione: proteggere l’individuo dal rischio di entrare in contatto e ingerire sostanze potenzialmente dannose.
* Reazioni psicosomatiche: naso arricciato e bocca allargata, quando è particolarmente intenso può essere accompagnato da nausea e vomito
12. Fame nervosa (clicca qui)
13. Felicità (clicca qui)
14. Introversione
Gli introversi odiano stare al centro dell'attenzione e sono riservati, ma sono straordinariamente empatici, capaci di ascoltare, disponibili, presenti e affidabili. Qualità che purtroppo in gruppo non emergono: sul lavoro sono efficienti ma lasciano sempre parlare gli altri, alle feste restano incollate al divano e se si avvicina l'uomo dei loro sogni diventano invisibili. Il rischio: tendono a venire sottovalutati o a non essere proprio visti! Come trasformare questa caratteristica in un punto di forza?
* fare conversazione: meglio se con degli sconosciuti, al super o in palestra, è un modo per rafforzare la parte più estroversa di sé
* fare sport prima di una riunione in ufficio o un'uscita con tante persone: correre, nuotare o in palestra allenta la tensione e fa aumentare le endorfine, così da avere l'energia necessaria per avanzare proposte, fare battute o parlare in pubblico con scioltezza
* un libro consigliato: Introversi è meglio, di Marco Bonora (Sperling &Kupfer, 18 euro)
15. Motivazione
Se non si ha interesse per ciò che si ta facendo, è necessario uno sforzo maggiore per mantenere l'attenzione. Per non trasformare un compito semplice in un lavoro infinito è utile:
* evitare distrazioni: spegniamo il cellulare, chiudiamo la porta e avvisiamo gli altri che non vogliamo essere disturbate.
* avere ben chiara l'importanza di ciò che si deve fare: prima di iniziare un'attività poco piacevole, è importante ripetersi per quali motivi è importante svolgerla. mettiamoli per iscritto e rileggiamoli spesso.
* prevedere una ricompensa: sapere che, al termine di un lavoro, riceviamo una piccola gratifica, ci motiva e ci aiuta a concentrarci. E la ricompensa, per quanto piccola, regala una piacevole sensazione di appagamento.
* organizzarsi sin dal mattino: ogni mattina facciamo una lista delle cose che dobbiamo fare, delle priorità e dei tempi da rispettare.
* l'olio essenziale di pompelmo: ha un ruolo positivo nella motivazione e a risollevare l'umore: possiamo usarlo applicandone 3 gocce su un fazzoletto, così da inalarlo al bisogno
* la citazione sulla motivazione: non augurarti che sia più facile, augurati di essere più forte {Jim Rohn}
16. Nervosismo
* l'olio essenziale di lavanda: calma la tensione nervosa; possiamo usarlo applicandone 3 gocce su un fazzoletto, così da inalarlo al bisogno
17. Organizzazione
* stilare una lista al mattino: ogni mattina facciamo una lista delle cose che dobbiamo fare, delle priorità e dei tempi da rispettare; sembra banale, ma è un consiglio davvero utile.
* cosa mi piace?: facciamo un elenco delle attività che ci danno piacere, soddisfazione e che ci fanno sentire bene. Domandiamoci se il tempo che dedichiamo a esse è sufficiente o se ci lasciamo travolgere dai troppi doveri.
18. Paura
* E' un’emozione che ci avvisa dei possibili pericoli e che ci aiuta ad anticipare e a proteggerci da una minaccia.
* Sono fonte di paura: pericoli fisici (precipizi, rumori improvvisi come di tuono o terremoto, o movimenti bruschi di predatori, esami (paura di prendere un brutto voto), relazioni sociali (paura di perdere l'affetto), la nostra salute (paura di ammalarsi).
* Cosa si prova: irritazione e impotenza, per situazioni che non ci piacciono o per persone che non sono come vorremmo, e che verranno percepite nemici e ostacoli alla nostra.
* Reazioni psicosomatiche: a livello fisico, la paura si esprime in diversi modi: battito cardiaco veloce e intenso (palpitazioni), vampate di calore o brividi, tremori, al di stomaco, tensione corporea, sudorazione, senso di pressione al petto, diarrea, alterazioni nell’appetito e insonnia, etc
* Bisogno nascosto: sicurezza e protezione. Anche se spesso si tende a prendere in giro chi ha paura, in realtà questa emozione ha una funzione positiva perché segnala uno stato di emergenza o di allarme e prepara la mente e il corpo a comportamenti di attacco o di fuga;
* Comportamento utile: confidiamoci con qualcuno di cui ci fidiamo, per accogliere l'emozione, analizzarne l'origine e trovare strategie per reagire in modo funzionale. Attraverso questa emozione, infatti, la mente contribuisce a risolvere un problema legato al futuro: preoccupandoci di qualcosa che non sia sicuro accada in futuro, in nostro cervello crea una simulazione virtuale dell'evento, che ci consente di pensare ai modi in cui affrontarlo, se o quando accadrà. Inoltre per poter gestire la paura, la cosa migliore è cercare di affrontarla e non evitarla. Ad esempio, se dovete fare una presentazione in pubblico, potete provare a gestire la paura con le tecniche di respirazione e rilassamento.
19. Preoccupazioni
Abbiamo un problema e il cervello "rumina" sempre sulle stesse cose? Ecco come disperdere le preoccupazioni:
* massaggiare dolcemente la pancia: secondo la medicina cinese , è qui che passano tutti i meridiani. E recenti ricerche dicono che cervello e intestino hanno molti ormoni in comune. Per rendere la frizione più efficace, usiamo oli essenziali antistress: una goccia di neroli e una di mandarino, diluite in un cucchiaio di olio di mandorle dolci o di crema neutra
* l'olio essenziale di salvia sclarea: ottimo tonico e antidepressivo, teniamone sempre una boccettina a portata di mano come pronti soccorso emotivo; versiamone qualche goccia all'interno del polso , poi frizioniamo i polsi tra loro, uniamo le mani a coppa e respiriamo a fondo
* meditare positivo per 10 minuti: chiudiamo gli occhi, congiungiamo i pollici a formare un anello (riunisce le energie yin e yang dell'organismo) e respiriamo con la pancia. Poi, ripetiamo questo mantra: " mi libero del vecchio e accolgo con gioia il nuovo". Quindi, lasciamo che affiori un sorriso
* il braccialetto anti-brutti pensieri: mettiamo un braccialetto elastico al polso e quando sentiamo arrivare un pensiero negativo, diamoci un colpo al polso con il braccialetto e il piccolo dolore ti aiuterà a focalizzarti su qualcos'altro
20. Prendere decisioni
Fare una scelta non è facile per nessuno. Decidere fa paura, perché è un'assunzione di responsabilità. E se da un lato non rinunceremmo mai alla libertà di scelta, al tempo stesso vorremmo evitarne il peso (perché ci espongono al rischio di sbagliare, di far del male a qualcuno o di diventare impopolari). Ecco perché l'indecisione ci crea disagio. Ma con questi tips sarà facile decidere:
* non avere fretta: quando siamo a un bivio e continuiamo a chiederci quale direzione prendere, ma non riusciamo a vedere lucidamente la realtà, significa che dobbiamo liberare la nostra mente dai pensieri. Non serve chiedere consiglio agli altri, perché se smettiamo di pensare per un po' al nostro problema, se ci calmiamo e non pretendiamo di arrivare a una soluzione subito, la risposta ai nostri dubbi arriverà in fretta e capiremo con facilità che cos'è meglio per noi.
* valutare i pro e i contro: ogni scelta ha vantaggi e svantaggi e siamo noi a dover capire quali aspetti positivi ci stanno più a cuore. Per aiutarci, dividiamo a metà un foglio di carta, ottenendo così due colonne nelle quali elencare i pro e i contro di ogni scelta.
* scrivere per liberarci dai timori infondati: se tendiamo a procrastinare una scelta, perché siamo terrorizzate dall'idea di non poter più tornare indietro, significa che siamo in preda all'angoscia, un'emozione che ci impedisce di capire quello che vogliamo veramente. In questi casi, proviamo a scrivere tutto ciò che ci turba: facciamo un elenco dettagliato e rileggiamolo più volte. Attraverso la scrittura riusciamo a capire se le nostre paure sono davvero reali.
21. Rabbia
E' l'emozione di quando ci sentiamo vittima di un sopruso e/o una mancanza di rispetto; sentiamo che la nostra autostima, diritti dignità e/o ciò a cui teniamo di più sono stati intaccati, offesi, sminuiti. Nasce da un evento percepito come ostacolo intenzionale, da parte di qualcuno, alla realizzazione di un bisogno o a proteggersi da una intrusione.
* Sono fonte di rabbia: stress quotidiani (come il traffico, a mancanza di parcheggio, il non rispetto di file alle poste/in banca/al supermercato), situazioni più personali (il ritardo di un amico ad un appuntamento, il non aver ricevuto un piacere).
* Cosa si prova: irritazione e impotenza, per situazioni che non ci piacciono o per persone che non sono come vorremmo, e che verranno percepite nemici e ostacoli alla nostra felicità.
* Reazioni psicosomatiche: sopracciglia violentemente aggrottate, irrigidimento muscolare, il tono della voce cambia diventando più intenso e minaccioso, tensione muscolare, forte sensazione di stress, cefalea, gastrite, bruciori di stomaco.
* Bisogno nascosto: di essere rispettate.
* Funzione: positiva, perché permette all’individuo di mettere in atto dei cambiamenti e rimuovere il senso di frustrazione
* Comportamento utile: l'arma migliore, per sfogare la tensione e placare il proprio animo, è la parola. Attraverso il dialogo interno chiariamo in primis il perché e chi ha suscitato la nostra collera. Successivamente, esprimiamo le nostre opinioni e e lasciamo fluire l'emozione fino a scemare. Infine, segnaliamo a chi ci ha offeso che non siamo disposti ad accettare ulteriori soprusi.
* tornare bambini: cosa fanno i bambini quando provano rabbia, delusione, disperazione? Corrono in camera loro, esprimono le emozioni con il pianto e le grida, ma poi - quando la tempesta finisce - tornano a giocare per cercare di distrarsi. Dovremmo tutti imparare dai bambini, perché il loro è il modo giusto di passare oltre i problemi e di curare le ferite
* 20 minuti di rilassamento e meditazione: per far passare la collera e ritrovare l'equilibrio perso
22. Senso di colpa
Emozione che si prova a seguito della trasgressione di regole sociali o morali. Scatta quando abbiamo agito (o crediamo di averlo fatto) in maniera scorretta e ingiusta. Il senso di colpa è una sanzione morale auto-inflitta che segnala che si è commessa una azione che ha provocato dolore o danno per altre persone, che si è trasgredito ad un imperativo morale e sprona a non ripetere azioni simili.
* Reazioni psicosomatiche: tensione, rimorso, dispiacere, rimpianto.
* Comportamento utile: confessare, scusarsi o riparare. Quando la colpa non è elaborata o è esagerata ed è troppo duratura può trasformarsi in rimorso. Il rimpianto è un rammarico per desideri rimasti inappagati, per esperienze non vissute, per scelte considerate sbagliate.
* il metodo "notsorry" (ovvero "mi dispiace ma non sono dispiaciuta"): se ad esempio non abbiamo voglia di andare all'annuale festa aziendale per guardare la nostra serie tv, semplicemente facciamolo! Non saremo di certo licenziate per questo.
23. Sicurezza interiore
* non aver paura di fallire: in ciascuno di noi c'è una parte che cercherà sempre di evitare i rischi, per paura di un eventuale fallimento. Non diamo retta a quella voce molesta, che mette in dubbio il nostro valore (e che ci consiglia di aspettare di essere sicure per fare qualcosa) e agiamo in base a quali sono i nostri sogni per la nostra vita e la nostra carriera.
* ricordare che siamo delle guerriere: quello che può darci sicurezza di fronte alle situazioni nuove è ricordare che in un certo senso ci siamo già passate con esperienze simili. E ricordare le difficoltà di quelle situazioni e come le abbiamo superate ci sarà di grande aiuto per affrontare la situazione attuale.
* curare l'aspetto esteriore: i vestiti, i capelli e il make-up sono come un'armatura che può aiutarci a sentirci più sicure. Perciò meglio non improvvisare: ragioniamo con anticipo su quello che indosseremo, in base all'ora del giorno e all'occasione, immaginando un outfit che ci faccia sentire la versione migliore di noi stesse, con il quale possiamo muoverci a nostro agio e sentirci bene. Ma sperimentiamo anche nuove mise, ma solo in occasioni a basso rischio, quando siamo con amici che ci amano e ci apprezzano.
24. Stress (clicca qui)
25. Timidezza
* si è timidi quando non ci si è espone per paura del giudizio degli altri.
26. Traumi del passato
Come si fa a dimenticare un tradimento, un lutto, un trauma? Ecco come fare pace con i brutti ricordi
* non rimuginarci sopra: lo psichiatra Raffaele Morelli, nel suo libro Nessuna ferita è per sempre, invita ad accantonare il ricordo dolorosi. Se continuamente analizzati e studiati, infatti, i vecchi traumi sono delle vere e proprie ferite emotive che continuano a farci male. Ma nessuna sofferenza dura in eterno, se diventiamo consapevoli che noi non siamo il passato, ma siamo le cose ce accadono dentro di noi adesso
* tornare bambini: cosa fanno i bambini quando provano rabbia, delusione, disperazione? Corrono in camera loro, esprimono le emozioni con il pianto e le grida, ma poi - quando la tempesta finisce -tornano a giocare per cercare di distrarsi. Dovremmo tutti imparare dai bambini, perché il loro è il modo giusto di passare oltre i problemi e di curare le feritemi del passato.
27. Tristezza
Il buon vecchio Lincoln diceva: "La gente è felice quando si mette in testa di esserlo". Dunque persone felici si diventa, non si nasce. Ma è davvero così facile? Sì, ma con qualche consiglio:
* che cos'è: è un'emozione che si prova di fronte a una perdita, materiale o simbolica: si riferisce a qualcosa o qualcuno a cui tenevamo molto e che ora abbiamo perso. Rappresenta tendenzialmente un ancoraggio psicologico al passato. La nostalgia, ad esempio, è un dolore (dal greco nostros ritorno e algos dolore) per qualcosa che appartiene a tempi e luoghi del passato.
* Sono fonte di tristezza: un lutto, un abbandono, un'amicizia finita, un cambio di città (perdita delle proprie origini, ecc), un progetto che non ha funzionato, un problema di salute (perdita di alcune sicurezze), un brutto voto (desiderio infranto) e in tutte quelle circostanze in cui l’individuo si sente escluso, incapace di comunicare o trascurato.
* Cosa si prova: amarezza (irritati, lunatici, stanchi, rassegnati), desiderio di piangere, disarmonia con la vita (come se non valesse di essere vissuta), difficoltà a reagire a sollecitazioni esterne.
* Reazioni psicosomatiche: dolori alla testa e al corpo, problemi col sonno (dormire sempre o non riuscire a dormire), mancanza di energie.
* Bisogno nascosto: di venire accolti, per riuscire ad accettare la perdita (es. l'abbraccio della mamma).
* Comportamento utile: chiedere e accettare sostegno per accettare la perdita. In alternativa, mettere per iscritto i motivi di tristezza e stimolare la nostra mente a ricercare soluzioni creative.
* non generalizzare: se ti accade qualcosa di spiacevole, non dirti che durerà per sempre o che andrà male anche tutto il resto.
* sorridere sempre: uno studio del 2012 condotto dall'Università del Kansas dimostra che il semplice fatto di sorridere dopo un episodio stressante e aumenta il livello di endorfina nel sangue. E' uno strumento molto utile e ci rende anche più belle (il che non guasta)! Proviamolo la prossima volta che ci succede qualcosa di brutto: sorridiamo e andrà tutto per il verso giusto.
* fingere di essere felici: gli alcolisti anonimi dicono ai nuovi membri: "Fingi finché non lo diventi". In altre parole, recita di essere la persona che vuoi diventare e molto presto ti accorgerai che è il modo giusto di comportarti. E' un bel motto che ci può aiutare a mettere da parte ogni questione negativa.
* coltivare le amicizie: è facile prendere il telefono e dire "Ti penso" a qualcuno: possiamo invitarlo/a a pranzo o per un caffè, e staccare dai nostri problemi per qualche ora. Rimettersi in contatto con qualcuno fa bene all'anima
* andare a correre al parco: meglio ancora con qualcuno che non vediamo da un po' di tempo. Non solo faremo attività fisica, ma coltiveremo anche un'amicizia che ci farà stare meglio!
* assumere vitamina D: specialmente nel buio dell'inverno, è cruciale per la salute del corpo e della mente. Studi dimostrano che livelli bassi di vitamina D possono causare depressione
* assumere omega-3: succede spesso di sentirsi un po' giù di tono e con l'umore a terra. Ma lo sapevate che un aiuto al sorriso può arrivare anche dalla tavola? O meglio, dal pesce. Quest'ultimo, infatti, è ricco di acidi grassi omega-3, che vanno ad agire positivamente sulla serotonina, un neuro trasmettitore in grado di regolare il tono dell'umore. Una motivazione in più per consumarlo regolarmente! Negli adolescenti e negli anziani, infatti, il consumo frequente si è dimostrato efficace nell'attenuare la depressione conclamata. Ma la cosa non finisce qui: l'effetto protettivo del pesce è stato studiato inoltre nelle donne in gravidanza. In particolare una ricerca presentata durante l'Experiment Biology Meeting di Washington  ha dimostrato che l'assunzione di olio di pesce, ricco di acidi grassi omega-3, durante la gestazione, riduce la cosiddetta depressione post partum.
* benvenuta, tristezza!: in genere facciamo di tutto per sfuggire a questa emozione. Eppure è utile e significativa perché stimola nella nostra mente la ricerca di soluzioni creative. Diamo spazio a questa emozione dentro di noi, elencando per iscritto i motivi della tristezza degli ultimi 12 mesi.

giovedì 18 luglio 2013

12 cose divertenti da fare quando si è tristi


1. un nuovo passatempo: forza, cominciate il nuovo hobby a cui stavate pensando da un po'. trovate i corsi, le associazioni e i libri che trattano il vostro interesse. C'è una rivista a cui potete abbonarvi per essere aggiornati sugli eventi e le persone? Impegnatevi a fare qualsiasi cosa vi porti a iniziare attivamente il vostro nuovo hobby.
2. il festival del cartone animato: noleggiate il cartone animato che amavate di più da bambini e organizzate il Festival del cartone animato. Invitate gli amici a portare i loro preferiti. Servite pop-corn e i dolciumi che mangiavate da piccoli.
3. le filastrocche: andate nella più vicina biblioteca per bambini e cercate i Racconti di Mamma Oca o qualunque altro libro di filastrocche. Leggetele ad alta voce con accenti stranieri. Potreste perfino pensare di scrivere un libro di filastrocche tutte vostre.
4. l'assistente personale: fate da assistente personale a un amico per mezza giornata o anche per tutto il giorno. Fategli da autista, sbrigategli le commissioni; fategli qualsiasi cosa che un assistente profumatamente pagato farebbe, e vestitevi con qualsiasi uniforme sia adatta al ruolo. E' divertente uscire dalla propria vita e aiutare quella di qualcun altro, specialmente se l'amico ha dei figli, è sovraccaricato di lavoro o è una persona più anziana a cui serve davvero una mano.
5. diventate topi di biblioteca: un posto perfetto per leggere tutti i generi di riviste, frugare tra gli scaffali in cerca di buone letture, cercare mete verso cui magari un giorno viaggerete e sapere cosa sta succedendo nel vostro quartiere. Se non avete una tessera della biblioteca, fatevene una.
6. il bagno di schiuma: finalmente potete usare quegli strani sali da bagno che vi hanno regalato! Immergetevi i un bagno di schiuma, dipingetevi le unghie di un colore che non avete mai osato provare prima e mangiate fragole cantando sigle televisive finché l'acqua non si raffredda.
6. fatevi fare la pedicure: è ottima per coccolare i tuoi piedi e non costa molto. In alternativa cimentatevi voi con lime e smalti.
7. nuove calze e biancheria: stracciate la vecchia biancheria intima e le vecchie calze. E' ora di rimpiazzare quei buchi e quegli elastici allentati. Magari potete comprare anche un paio di mutande un po' eccentrico. Vi farà sorridere quando vi ricorderete che lo state indossando.
8. fate i turisti nella vostra città: recatevi in qualche posto che avete sempre considerato una trappola per turisti, e dove quindi non siete mai andati. Concedetevi questo sfizio e godetevi quegli angoli della vostra città che in passato vi eravate preclusi. Chiedete a un estraneo di farvi una foto e - già che ci siete - non dimenticate di acquistare una cartolina.
9. tutti pazzi per lo shopping: datevi un tetto di 10 euro e andate per negozi per comprarvi qualcosa. Potete anche decidere di usare il vostro budget per fare un regalo a qualcun altro. Ricordatevi, però, che non dovete spendere un centesimo di più.
10. chissà che fine hanno fatto: recuperate tutte le rubriche mezze compilate che avete e riportate tutti gli indirizzi in una nuova, aggiornata e ordinata. Fate una lista di tutti gli amici e i parenti con cui avete perso i contatti, e chiamateli per salutarli.
11. dipingete con le dita: assecondate l'artista che è in voi! Prendete dei grandi fogli di carta, indossate una vecchia maglia, rimboccatevi le maniche e mettetevi all'opera. Autografate con orgoglio il vostro capolavoro e attaccatelo sul frigo. Oppure potete usare i vostri lavori come carta da regalo originale.
12. ingrandite la vostra vita: prendete in prestito, comprate o recuperate la vostra vecchia lente d'ingrandimento e fate una passeggiata in città o in mezzo alla natura. Fermatevi e osservate le cose a cui normalmente non prestereste attenzione. Rallentate il passo e date un'occhiata da vicino al mondo intorno a te. E' affascinante. Osservate i dettagli a volte aiuta a vedere le cose più grandi in una prospettiva diversa.

giovedì 13 giugno 2013

8 punti per cambiare e sviluppare autocontrollo


1. studia il problema: analizzalo e definisci le contingenze associate al comportamento da eliminare (quando, dove e quanto spesso succede?)
2. stabilisci l'obiettivo: dopo aver definito il problema, metti per iscritto il tuo obiettivo, elencando poi le cose che si dovrebbero dire o fare per indicare che è stato raggiunto. E' fondamentale stabilire obiettivi a breve termine, al fine di di avere il controllo dei progressi ottenuti lungo il percorso.
3. considera i vantaggi: per essere davvero motivato, è fondamentale ripetere a te stesso che è importante cambiare il proprio comportamento. Metti per iscritto tutti i vantaggi derivanti dal cambiamento del comportamento e, se puoi, collocali in un luogo visibile in modo tale da rendere pubblico il tuo impegno a cambiare.
4. definisci la strategia: fai una lista di comportamenti specifici che possono aiutare a raggiungere gli obiettivi prefissati. Ad esempio, fare attività fisica e una dieta se ci si è prefissati di perdere peso.
5. elabora e attua un programma: procedi per gradi e impara a organizzare la tua quotidianità in funzione dell'obiettivo che vuoi raggiungere, cercando il più possibile di sfruttare i momenti della giornata in cui lo svolgimento di quell'attività riesce meglio. Un'altra valida strategia consiste nel modificare l'ambiente circostante: elimina tutto ciò che impedisce il cambiamento e inserisci tutto quello che può favorire gli opportuni cambiamenti alternativi. In sostanza, fai ricorso a tutti gli stimoli possibili per restare motivato.
6. crea una routine: una routine è una sequenza di azioni che fai regolarmente senza bisogno di pianificarle. Ad esempio, se vuoi cominciare a mangiare più sano non c’è nulla di meglio che abituare la tua mente e il tuo corpo ad avere come abitudine quella di mangiare della frutta a colazione e a merenda. Se continuerai a mantenere questa regola per 2-3 settimane diventerà una routine e verrà messa in atto senza richiedere nessuno sforzo.
7. premiati: per ridurre lo stress, introduci delle ricompense in modo da associare il programma ad attività appaganti. E fatti un regalo ogni volta che raggiungi un determinato traguardo.
8. rimani motivato: è bene avere presente che ricadute sporadiche sono assolutamente normali. Ad esempio, il dolce la domenica è concesso in tutte le diete, quello che conta è ritornare a seguire correttamente il programma in un momento successivo. Quando si ha una ricaduta è importante non rimuginarci sopra, ma ricordarsi dei traguardi raggiunti, per incoraggiarsi a proseguire nuovamente l'obiettivo. Per rimanere motivato visualizza mentalmente il tuo obiettivo, più volte durante la giornata. Poiché una nuova abitudine richiede ripetizione continua per essere integrata, puoi velocizzare il processo visualizzandoti eseguire la nuova abitudine numerose volte.

mercoledì 3 aprile 2013

3 amiche che non bisogna farsi mancare


1. l'amica "storica": sa da dove vieni, conosce la tua famiglia e i tuoi segreti più nascosti e sei certa che non ti tradirà mai.
2. la spiritosa: quella con cui ti diverti di più. Non le racconti certo tutto, ma è la persona ideale con cui uscire, per bere qualcosa, fare shopping e ridere insieme con leggerezza: puro svago.
3. la più simile a te: è quella che a i tuoi stessi ritmi di vita. Può essere la tua collega o la mamma di un compagno di tuo figlio. La confidenza con lei nasce dalla condivisione della quotidianità e dall'aiuto reciproco che riuscite a offrirvi nella gestione dei problemi.

mercoledì 13 febbraio 2013

5 consigli psico per farsi rispettare al lavoro


1. liberati dei pensieri negativi: se a lavoro pensi sempre "sono stufa di lavorare qui, nessuno mi stima" oppure "sono la prossima che licenziano", smettila. Il cervello, infatti, non distingue tra situazioni reali e immaginate, e quindi se continui a ripeterti frasi svalutative, il tuo cervello se ne convincerà e trasmetterai questa immagine agli altri.
2. migliora la postura: in ufficio muoviti con accortezza: tieni sempre la schiena dritta e le spalle aperte, soprattutto con il capo o con i colleghi. Questo atteggiamento comunica ottimismo ed energia.
3. divertiti a fare il mimo: per entrare in sintonia con gli altri (e con il boss), cerca di riprodurre posture e posizioni del tuo interlocutore, copiando anche i gesti e le espressioni del suo viso. La somiglianza produce empatia e facilita l'armonia tra le persone. 
4. impara a usare la voce: adatta il tono, la velocità e il volume a quello della persone con cui stai parlando. Come in un concerto, cerca di accordare il tuo "strumento vocale" modulandolo su quello della persona con cui sta i parlando. 
5. sfrutta il potere del linguaggio: individua le "keyword" usate più spesso dalla persona che ti interessa e "rimixale" nel discorso. Fai lo stesso per modi di dire e metafore. Questo crea complicità. 

giovedì 11 ottobre 2012

8 consigli per sconfiggere la depressione


1. interessatevi agli altri: la depressione comporta un ripiegamento egocentrico su se stessi. Le persone depresse vivono spesso in un universo limitato a loro stesse, alle loro sofferenze, e alle persone che le fanno soffrire. Come frequentemente avviene ai soggetti predisposti alla depressione, la loro ossessione per se stessi e i loro bisogni, gli impedisce di valutare pienamente sia i bisogni degli altri, come pure l'esistenza di un mondo al di là dell'universo circoscritto della loro sofferenza. Un antidoto a tutto questo è smettere di concentrarsi sui propri problemi. Più allargherete i vostri orizzonti, più sarete in grado di ridimensionare le vostre disgrazie. Combattete la vostra tendenza all'egocentrismo, facendo del volontariato o dedicandovi ad una buona causa. Cercate di conoscere e di fare amicizia con i vostri vicini di casa. O comunque, in generale, interessatevi a quello che succede nel mondo, leggete i giornali, tenetevi informati e imparate una nuova lingua o qualcosa di nuovo. Vedrete che il vostro umore migliorerà considerevolmente.
2. controllate i pensieri negativi: il nostro umore dipende moltissimo da quello che pensiamo e da come ci rivolgiamo a noi stessi. Alcune persone, senza accorgersene, si criticano e si rimproverano tutto il giorno. Nella mente di queste persone, è come se si svolgesse un dialogo negativo continuo. La mente di una persona depressa rimugina costantemente idee negative su se stesso, la vita, gli altri, il passato e il futuro. Ma quando uno ripete a se stesso in continuazione cose del tipo "non valgo niente", "la mia vita è uno schifo" e "nessuno mi ama", non può certo aspettarsi di sentirsi pieno di gioia di vivere. Per stare meglio è importante imparare a non soffermarsi sui pensieri negativi e a non crogiolarsi nell'autocommiserazione. Qualcuno ha paragonato i pensieri deprimenti agli uccelli: non è possibile impedire ad un uccello di volare, ma si può impedire che l'uccello faccia il nido sopra la nostra testa. Questo significa che meno si rimugina sui torti subiti, sui propri dolori, e su altri argomenti di questo genere, meglio si sta. 
3. concentratevi sulle cose belle: i depressi tendono a rimuginare su quello che non hanno avuto dalla vita e sulle ingiustizie subite. In effetti, molte persone predisposte alla depressione hanno alle spalle storie familiari difficili, spesso hanno avuto dei genitori poco affettuosi, dei lutti in famiglia o delle disgrazie ancora peggiori. Le ragioni per essere tristi ci sarebbero tutte, ma, proprio per questo motivo, bisogna cercare di stare bene e di volersi bene. Purtroppo nessuno può cambiare il passato e i traumi subiti, tutto quello che si può fare è cercare di cogliere le opportunità che la vita offre nel presente (per quanto poche possano essere). Non concentratevi su quello che non avete avuto nel passato, o su quello che non avete al momento attuale: concentratevi invece sulle vostre possibilità e su come rendere la vostra esistenza più gratificante.
4. prendetevi la responsabilità della vostra vita: la depressione è strettamente correlata alla passività. Molti depressi si sentono insoddisfatti della loro vita, ma fanno poco o niente per cambiare le situazioni spiacevoli in cui si trovano. Nei casi più gravi, si limitano a sognare che un giorno, quasi per magia, tutto cambierà per il meglio e che finalmente incontreranno una persona molto speciale, capace di portare alla loro esistenza vitalità, passione e stimoli nuovi. E' inutile dire che queste sono aspettative illusorie e destinate a una rapida, ma dolorosa, disillusione. Se volete tenere lontana la depressione, dovete imparare a prendervi la responsabilità della vostra vita, cercando di cambiare quello che non funziona. Ricordate che uno stile di vita solitario e privo di impegni favorisce la comparsa della depressione, viceversa uno stile di vita dinamico e attivo la previene.
5. prendetevi cura di voi stessi: gli antichi romani sostenevano l'importanza di avere una " mens sana in corpore sano". Le ricerche nel campo della medicina e della psicologia hanno dimostrato, come, la pratica regolare di un' attività fisica abbia una funzione stabilizzatrice dell'umore. Gli effetti positivi sull'umore, però, si hanno solo se lo sport scelto piace ed è adeguato al proprio allenamento fisico. Essere in buona forma fisica, alimentarsi correttamente (evitando sia il soprappeso che diete squilibrate), dormire a sufficienza sono condizioni che aiutano a mantenere elevato il morale.
6. provate una attività artistica: di solito, i depressi sono profondamente indifferenti a tutto. La depressione diminuisce quando la persona diventa capace di trovarsi degli stimoli e delle gratificazioni. Pare che funzionino particolarmente bene in tal senso le attività artistiche. Quando una persona riesce ad esprimere i suoi sentimenti, dipingendo, modellando la creta, scrivendo sul diario, ecc il dolore esistenziale che l'affligge diminuisce considerevolmente. Ovviamente non importa essere bravi, disegnare bene o fare un capolavoro letterario: quello che conta è che esprimiate le vostre emozioni.
7. adottate un cucciolo: chiunque ama gli animali conosce bene il sollievo e il divertimento che si provano giocando con un cagnolino o un furetto, ascoltando le fusa di un gatto, o accarezza il morbido pelo di un coniglietto. I cuccioli fanno compagnia, portano allegria e rilassano.
8. coltivate aspettative realistiche nei confronti degli altri: la depressione è legata a delle carenze affettive precoci .In genere, i depressi hanno ricevuto poco amore da parte dei loro genitori. Di conseguenza, non hanno sviluppato una buona autostima. Molte persone che soffrono di un disagio psicologico come la depressione, si sentono poco interessanti e indegne d'amore, e hanno bisogna di continue conferme affettive da parte degli altri. Essi sentono che possono amarsi se qualcun altro li ama. Ma, l'amore che vorrebbero dagli altri, è un amore totale e incondizionato come quello di una madre per il figlio piccolo. A livello inconscio, i depressi non stanno cercando un rapporto alla pari con un altro adulto, ma un rapporto simbiotico con qualcuno che li ami e accetti incondizionatamente. Ovviamente un tale rapporto non è possibile. Chi ha una predisposizione alla depressione deve imparare a ridimensionare le sue aspettative nell'amore e nell'amicizia, e non dipendere troppo dagli altri.

domenica 30 settembre 2012

7 consigli per migliorare il rapporto con il cibo


1. cosa bisogna sapere: il rapporto con il cibo è rappresentativo del nostro modo di gestire alcuni problemi irrisolti, o eventi esterni capaci di sconvolgere il nostro equilibrio. C'è chi ha bisogno di riempire un vuoto e, senza accorgersene, inizia a mangiare senza controllo, o chi, al contrario, avverte un senso di chiusura allo stomaco e non riesce più a introdurre alcun alimento.Per i bambini, uno dei primi strumenti di esplorazione del mondo è la bocca. Il cibo potrebbe essere uno dei surrogati per riempire degli spazi o per prendere fisicamente uno spazio che non si è avuto nell'infanzia.
2. comprendere le ragioni che spingono ad abbuffarsi: è utile prendere l'abitudine di annotare su un diario tutto ciò che si mangia quotidianamente, i cibi che si scelgono, la quantità, a quale ora si preferisce mangiare ed il gusto, se dolce o salato. Questa tecnica permetterà di analizzare le azioni e comprenderne il significato. Infatti, provare a capire perché si è sentito il bisogno di mangiare una quantità di cibo che non era necessaria all'organismo, potrebbe aiutare a non ripetere l'episodio.
3. cercare una soluzione alternativa: dopo qualche tempo, la tecnica di annotare quando e quanto si è mangiato su un diario aiuterà a individuare con maggiore chiarezza le cause che stanno dietro al bisogno di mangiare continuamente. E' importante, però, cercare di non giudicarsi e di non essere severi con se stessi. Bisogna provare a essere più indulgenti e a comprendere le reali motivazioni. Come fare a evitare che si ripetano? Pensare a una strategia che possa aiutare a non ricorrere al cibo nei momenti di difficoltà.e lo stesso errore in futuro.
4. ascoltare le proprie emozioni: perdere il controllo è un segnale del corpo per comunicare che c'è un vuoto che non è stato colmato in se stessi. E, per dare il senso di appagamento, fa credere di avere bisogno di cibo. Bisogna chiedersi sinceramente di cosa si ha realmente bisogno e iniziare a spostare l'attenzione verso l'oggetto dei desideri. Inizialmente non sarà facile individuare le vostre reali necessità, ma è di fondamentale importanza continuare a ripetere la ricerca. 
5. scoprire che tipo di fame si ha: la prima cosa da fare è prendere coscienza del proprio appetito. Come? Provando a non mangiare per 4 ore. L'idea spaventa? Può darsi che lo sgranocchiare continuo nasconda la paura di avere un malessere. Astenendovi dal cibo, si ha la prova che non succede nulla. Se, invece, non mangiando sparisce anche la fame, forse l'appetito nasconde la paura di restare senza cibo. Infine, se si resta affamati per tutto il tempo, forse si confonde la fame psicologica con quella fisiologica. Per scoprirlo è bene tenere per 15 giorni un diario alimentare annotando tutto quello che si mangia, a che ora e in quale quantità. Se la fame assale tra i pasti (per esempio alle 11 o alle 18), bere lentamente un bicchiere d'acqua.
6.creare una routine e concentrarsi sul gusto: per sperimentare fisicamente la fame e la sazietà si deve avere un'esperienza regolare. Mangiare quindi a orari fissi., fare sempre 3 pasti al giorno, più uno-due spuntini: in questo modo si manterrà il metabolismo più vivo e la fame psicologica (quella scatenata dalle tensioni) meno pressante. Dopo 10 giorni, ci si accorgerà di avere appetito solo poco prima dei pasti. E di percepire meglio la sazietà. E' bene evitare i sapori nuovi, almeno in questa fase, perché è più facile sentirsi sazi con quelli usuali. Inoltre, bisogna fare dei bocconi piccoli e gustarli fino in fondo usando la lingua, i denti, il palato. Facendo attenzione ai primi bocconi chiedersi: sono salati, dolci o amari? Buoni o meno buoni? Questo "fermarsi sul sapore" evita di "ingrassare per illusione". Non è mai capitato di mangiare un pezzo di cioccolato mediocre pensando che fosse delizioso? L'immaginario inganna la gola, soprattutto quando si tratta di cibi-tabù che accendono il piacere della trasgressione. Se ci si concentra sull'atto del mangiare, si percepirà il reale gusto del cibo e se ne trarrà maggiore soddisfazione con minori quantità.
7. rallentare e intervallare i pasti con una pausa: al cervello servono 20 minuti per lanciare il segnale di sazietà. Quindi, chi mastica in fretta, tende a mangiare di più. Mangiare troppo in fretta elimina il senso di sazietà, dando l'illusione di avere ancora fame, e favorisce l'accumulo dei grassi in eccesso. Dunque, è meglio masticare piano e dedicare al pasto almeno mezz'ora di tempo. Ma serve essere schematici: per chi è abituato a mangiare velocemente cercare di masticare 30 volte ogni boccone (come recitano alcune vecchie regole) potrebbe essere uno stress. Quindi, è bene procedete a piccoli passi: col tempo la masticazione diverrà spontaneamente più lenta.

lunedì 21 maggio 2012

17 consigli d'amore

1. mantieni viva la relazione: in amore non bisogna risparmiarsi, ma essere capaci di dare molto, senza "calcoli di redditività". Cercate di lavorare alacremente perché il rapporto funzioni. Nulla è dato senza che si spenda fatica per ottenerlo. Per la felicità di coppia vale la stessa regola.
2. cerca di esprimere chiaramente i tuoi desideri: sogni un week-end a due per il vostro anniversario di matrimonio o indumenti intimi per il giorno di San Valentino? Non aspettare che il tuo compagno indovini i tuoi desideri: esprimili! Ti eviterà di avere dei risentimenti. La stragrande maggioranza degli sposi vorrebbe fare contento l'altro, ma non ha molte idee. 
3. trova il tempo solo per voi due: viviamo una vita frenetica, scandita da mille impegni e cose da fare: lavoro, figli, tivù, bollette. E la coppia in tutto questo? La coppia rischia spesso di passare in secondo piano, finendo con l’essere trascurata. Ritagliarsi momenti per stare insieme, parlarsi, condividere gli avvenimenti della giornata o fare semplicemente un’attività a due sono linfa vitale per la coppia stessa. Ricordiamoci che spesso la qualità di questi momenti preziosi vale più della quantità. Ogni giorno bisogna riuscire a ritagliarsi un momento per ascoltarsi, un vero momento di intimità, durante il quale non si parla né di lavoro né di soldi né dell'educazione dei figli. Ognuno si occupa soltanto dell'altro, del suo stato d'animo o di ciò che ha voglia di raccontare. Questa disponibilità reciproca è valorizzante, perché ti da l'impressione di esistere veramente agli occhi del tuo compagno. Instaura il "quarto d'ora" per voi due soli, mentre cenate (a due) o quando siete a letto.
4. non decidere da sola(o): per tutti gli argomenti importati, la decisione non deve essere presa da un solo membro della coppia, ma insieme, dopo essersi chiariti e aver trovato un compromesso soddisfacente per entrambi. I membri della coppia si trovano così sullo stesso piano. Ciò è sinonimo di dialogo, di ascolto, in altre parole, di rispetto reciproco.
5. non fare una croce sul sesso: non c'è coppia che tenga senza una sessualità appagante. mantenere viva la passione e il feeling sessuale è fondamentale per la vita di coppia. Desiderare il partner e fargli sentire questo desiderio, giocare con la fantasia, non avere paura di dire o esprimere ciò che più ci piace. Sono tutti elementi che aiutano e migliorano l’intesa sessuale, anche dopo anni di relazione. Avere una vita sessuale soddisfacente ci fa stare bene con noi stessi e quindi con l’altro .In questo campo non esistono norme da rispettare (numero dei rapporti, durata dell'atto sessuale, etc). Affinché la sessualità sia soddisfacente, resta all'ascolto del tuo partner: rivolgigli delle domande, sussurragli parole dolci, ascolta le sue sensazioni e le sue voglie. Non rinunciare mai a sedurlo.
6. non dare troppa importanza al denaro: cerca di non condizionare la vostra vita di coppia attraverso i soldi, che devono essere solo uno strumento attraverso il quale vivere meglio e non un mezzo per esercitare il controllo sul partner.
7. non litigare ma comunica: Non trovarsi d’accordo su alcuni temi o avere motivi di disaccordo è normale in una relazione a due. Cerca di avere sempre rispetto per il partner e anche quando discutete fatelo sempre all’insegna della costruttività e mai con atteggiamento astioso e offensivo.  Non urlare, evitare insulti teggiamenti infantili e inutilmente cattivi, ma cercare di ascoltare l’altro e difendere le proprie opinioni senza pregiudizi può aiutare a far crescere la coppia. Cerca di non nutrire mai sentimenti di risentimento nei confronti del partner, piuttosto cerca di esternare la rabbia. Inoltre Evita di fare cattivi pensieri nei confronti del partner, piuttosto se hai dei dubbi, faresti meglio ad esternarli. Pensare male alla lunga può diventare logorante.
8. sappi chiedere scusa: siamo umani e sbagliare è umano. Tuttavia riconoscere i propri errori è difficile e chiedere scusa lo è ancora di più. Saperlo fare significa dare un segnale di maturità all’altro. Il legame con il partner non può che uscirne rafforzato. Inoltre, scusandoci, possiamo imparare dagli errori commessi, e così migliorare noi stessi.
9. sappi perdonare: se chiedere scusa è importante, forse saper perdonare lo è ancora di più. Perdonare vuol dire riconoscere l’umanità e dunque la perfettibilità dell’altro, accettarla e saper voltare pagina senza rancore. Rinfacciare costantemente errori del passato vuol dire non saper perdonare e costituisce un elemento nocivo nella relazione.
10. fissa delle regole: Se non gradite che il vostro partner frequenti degli amici del sesso opposto stabilite delle regole a questo proposito che siano valide per entrambi.
11. non mentire: evita di raccontare bugie che possono essere smascherate o di fare promesse che poi non possono essere mantenute. La chiarezza in amore è sempre l’arma vincente all’interno di un rapporto che si vuole solido.
12. cerca di essere felice: stare bene con se stessi è la prima regola per stare bene con gli altri. Cerca sempre il tuo comfort e cerca di vivere quanto più possibile situazioni in cui vi sentite a vostro agio per poter vivere bene anche insieme al vostro partner.
13. non aspirare alla perfezione: nella vita di coppia la perfezione è più dannosa di un tradimento. Un uomo o una donna che soddisfano tutte le aspettative e che anticipano i bisogni del partner, fanno perdere il gusto della scoperta. Stare insieme significa confrontarsi, magari anche litigare, per poi fare pace. Spesso però la perfezione è solo nell'occhio di chi guarda ed è dovuta a una crisi interiore e alla mancanza di fiducia in se stessi.
14. accetta i compromessi: la vita insieme è fatta di tanti e piccoli compromessi. Il partner è un individuo diverso da noi, per vivere bene insieme è importante accettare le differenze che ci distinguono. Il compromesso ci permette di andare avanti insieme mettendo da parte un po' del nostro naturale egoismo.
15. devi esserci quando l’altro ha bisogno di te: problemi sul lavoro, in famiglia, il mutuo da pagare. I momenti difficili da superare sono sempre tanti. Dare al partner la sensazione che nel momento del bisogno siamo lì, pronti ad ascoltarlo e consigliarlo crea un sentimento di fiducia reciproca. L’avere vicino la persona amata nel momento del bisogno rafforza e solidifica l’amore.
16. siate complici: sapersi aiutare vicendevolmente negli impegni quotidiani aiuta a stare bene insieme e semplifica la vita di tutti i giorni. Essere complici vuol dire anche creare un equilibrio nei ruoli che ognuno gioca all’interno della coppia.
17. cura il tuo aspetto: questa regola vale per entrambi. Lasciarsi andare fisicamente o trascurarsi rischia di spegnere la passione. Prendersi cura del proprio aspetto ci aiuta a stare bene con noi stessi e con gli altri.

domenica 6 maggio 2012

4 qualità del vero amico


1. la generosità: mostrare agli altri quello che pensiamo e condividere con loro i pasti, la casa, le vacanze, ma soprattutto le emozioni è il modo migliore per manifestare la nostra disponibilità all'amicizia. Essere generosi di se stessi, infatti, significa accettare gli altri e avere fiducia in loro. In questo modo, gli amici sono spinti, a loro volta, ad aprirsi con noi.
2. la vulnerabilità: non nascondere debolezze, insicurezze e fragilità ci permette di essere autentici. questo atteggiamento fiducioso aiuta l'altro ad abbandonare le sue difese e le sue maschere e a condividere con noi speranze e timori.
3. la schiettezza: se ci sentiamo liberi di essere onesti con gli amici, loro ci ricambieranno con pari franchezza: certo, potranno esserci anche critiche, ma sapremo che sono sincere.
4. la responsabilità: assumersi impegni nei confronti di un'altra persona significa tifare per il suo bene e la sua felicità. Così, ci sentiamo orgogliosi se l'altro ha successo. Se ha fallito, invece, soffriamo con lui e ci rammarichiamo perché, forse, avremmo potuto fare di più per aiutarlo.

giovedì 3 maggio 2012

4 consigli per perdonare il partner

1. cosa devi sapere: il rancore, spesso, segnala che il rapporto non funziona. Le donne, infatti, a volte accettano di accantonare i loro desideri per compiacere il partner, ma poi gli rinfacciano queste rinunce sentendosi vittime o, peggio, continuano in silenzio a provare rancore per lui. E questo inasprisce le contese e può mettere in crisi il rapporto.
2. la strategia: chiedersi chi ha commesso un torto: il partner o noi stesse? Se siamo noi che abbiamo rinunciato ai nostri desideri, dobbiamo per prima cosa perdonare noi stesse. Perché, mettendoci da parte, abbiamo permesso al partner di trascurarci.
3. il gesto da fare: mettersi davanti uno specchio e dirsi: "Non ho bisogno di essere perfetta per amarmi ed essere amata".
4. se la storia finisce: portare rancore per tutta la vita a un ex che ci ha fatto soffrire significa mantenere aperto quel rapporto, impedirsi di chiuderlo e di superarlo definitivamente. L'odio, come l'amore, è un modo per rimanere in relazione con l'altro. Occorre quindi lavorare su noi stesse per lasciarlo andare e ripartire da zero. Smettiamo di rimuginare su tutto ciò che è accaduto in passato, accettando il fatto che la relazione era arrivata al capolinea. In questo modo riusciremo non solo a perdonare l'uomo che abbiamo amato, ma anche ad augurargli in bocca al lupo per la sua vita futura.

3 consigli per perdonare un familiare


1. cosa devi sapere: La sorella o il fratello che non ci aiutano in un momento di difficoltà diventano veri "traditori". I risentimenti verso i parenti, infatti, sono i più forti perché la famiglia è il nostro rifugio e lo sgarbo di una persona cara ci ferisce di più.
2. la strategia: perché quell'offesa ci ha fatto così male? Spesso, infatti, l'astio violento verso una persona cara nasconde qualcosa che rimproveriamo a noi stesse: ce la prendiamo con i fratelli o i genitori, per esempio ("tutta colpa loro, che non mi hanno aiutata"), ma quel che ci brucia è la nostra difficoltà a cavarcela da sole quando abbiamo un problema.
3. il gesto da fare: appena è sbollita la rabbia, vale la pena chiedere alla persona che ci ha offese perchè si è comportata così e confessarle quanto ci ha fatto soffrire.

lunedì 23 aprile 2012

3 consigli per perdonare un'amica


1. cosa devi sapere: la confidente che tradisce la nostra fiducia o lo sgarbo ricevuto da una vecchia amica bruciano tanto che è difficile passarci sopra. In questi casi, spesso, il rancore viene alimentato dalla diffidenza: non crediamo che si sia trattato di un equivoco, ma pensiamo che l'amica abbia "voluto" ferirci, magari colpendoci nel nostro punto debole. E, se la vediamo in questo modo, è difficile perdonarla.
2. la strategia: chi prova risentimento, spesso è una persona insicura, che tende a dubitare degli altri, perché non si fida di se stessa. Così, quando subisce uno sgarbo, si sente minacciata, viene sopraffatta dalla rabbia e finisce per chiudersi nel rancore. Per interrompere questo circolo vizioso bisogna imparare a comprendere le debolezze dell'altro: l'amica che ci ha offeso forse è stata leggera, forse ha sbagliato, forse si è dimenticata di noi. Ma un errore si può perdonare: e diventare più indulgenti con gli altri permette di esserlo anche con noi stesse.
3. il gesto da fare: sdrammatizzare l'offesa ricevuta, per esempio parlandone con altre amiche: in tono scherzoso, però, non presentandosi come vittime.

3 segreti per un'amicizia solida tra donne


1. una buona sintonia: è necessario che ci sia la capacità di intuire gli stati d'animo dell'altra persona e di accogliere con garbo le sue confidenze e le sue emozioni.
2. la fiducia reciproca: per potersi aprire con un'amica è importante sapere che lei manterrà i nostri segreti e che farà "fronte comune" con noi davanti agli altri.
3. la sicurezza: si può essere amiche solo di una persona che sentiamo come un riferimento (lei c'è e io ci posso contare). In pratica, ci si può anche vedere di rado, ma bisogna essere sempre disponibili l'una per l'altra.

giovedì 1 marzo 2012

5 mosse per cambiare abitudini


1. riconoscete l'abitudine: è un impulso forte e persistente che non ha radici in problemi psicologici più profondi. Molti specialisti, sono convinti che dietro alle abitudini sbagliate ci sia inevitabilmente un significato più profondo, che va scoperto ed eliminato per poter sradicare l'abitudine. Tuttavia, recenti ricerche dimostrano che sono soltanto gesti automatici. Lo stile di vita è dunque una somma di abitudini. Le persone utilizzano le abitudini per rendere la loro vita più facile, infatti dover cambiare ogni giorno sarebbe stressante e comporterebbe livelli di ansia troppo elevati.Questo è il motivo per cui tendiamo a ripetere tutti i giorni gli stessi gesti, gli stessi comportamenti per anni e anni. Tra tali gesti e comportamenti abituali, ci sono anche quelli che creano sovrappeso ed obesità. Sono proprio tali gesti a vanificare i risultati ottenuti con una dieta quando inevitabilmente la si lascia. Ovviamente, le abitudini se sono corrette, hanno un ruolo importante e sono estremamente utili, ma quando sono dannose bisogna cercare di modificarle.
2. annotate con precisione gli impulsi: e contate il numero di volte in cui cediamo ad essi; in sostanza tenere un diario. E' stato dimostrato che se si conta e si annota, si ha immediatamente la sensazione di controllo dell'abitudine.
3. sviluppate la consapevolezza della catena di eventi che conduce all'abitudine indesiderata: indagate se il gesto si verifica quando vi annoiate, oppure quando siete davanti alla tv o quando parlate al telefono o guidate. In sostanza dovete rilevare se l'abitudine si presenta quando svolgete attività che richiedono scarsa concentrazione.
4. imparate alcune tecniche di rilassamento per combattere l'abitudine indesiderata: non appena emerge il desiderio di cedere all'abitudine, sedetevi o sdraiatevi e respirate lentamente, rilasciando gradualmente la tensione in tutto il corpo.
5. trovate una reazione sostitutiva che sia incompatibile con il comportamento indesiderato: ad esempio invece di mangiare un biscotto, coccolate il gatto o il cane o fate una passeggiata.

7 consigli per inibire il desiderio di dolce


1. esporsi alla luce del sole: per almeno 20 minuti all'aperto. l'esposizione alla luce è fondamentale per far produrre serotonina al cervello, essa inibisce il desiderio di dolce, da benessere e calma. In ufficio sarebbe meglio sedersi vicino ad una finestra.
2. mangiare quotidianamente verdure cotte a foglia: come spinaci, bieta o altri tipi limita il desiderio di cioccolata.
3. bere tè verde: aiuta a mantenere costante il livello di zuccheri, riducendo la fame ed in particolare il desideri di dolci
4. inserite nella dieta alimenti "speciali": contenenti omega-3, magnesio, foglia di finocchio o la radice di liquirizia limita il desiderio di dolce.
5. preferite una colazione salata: con pane integrale e affettati magri. Evitando cibi dolci, col passare del tempo calerà il desiderio di mangiarli.
6. cercare di eliminare anche i dolcificanti artificiali: poiché, il corpo può reagire ad essi esattamente come se si trattasse di zucchero.
7. mangiare spesso: così si eviteranno squilibri di zucchero nel sangue e attacchi improvvisi di fame, difficili poi da gestire.

domenica 26 febbraio 2012

3 consigli per essere felici "rubati" alla natura

1. impariamo a rinnovarci come fa l'albero: è importante non rimanere intrappolati nelle abitudini e nei ruoli. Sviluppare nuove capacità ci dà invece il nutrimento necessario per volerci più bene. Non è mai troppo tardi per cambiare; comportiamoci come l'albero, puro esempio di sano egoismo: tiene a se stesso e alla vita, continuando a crescere fino a quando muore; è altruista, regala ossigeno, fiori, ombra; e accetta i cambiamenti, adattandosi a ogni stagione.
2. viviamo il presente come fa il fiume: apprezziamo l'oggi, ma avendo nel cuore sogni e progetti (non esiste fiume senza una direzione). Se invece siamo troppo concentrati sulla meta, ci perdiamo il bello del viaggio, che è la vita di tutti i giorni. Lo stesso succede se siamo troppo legati al passato, che non torna, o troppo proiettati verso il futuro, che è imprevedibile. E non diciamoci: quando avrò raggiunto la tal cosa sarò felice", ma impariamo a ritagliarci ogni giorno dei momenti di felicità: basta poco, anche una passeggiata o una cena con le amiche.
3. ricominciamo a sognare come ci fa fare la neve: le persone che sembrano più vecchie dell'età che hanno sono quelle non sanno più stupirsi, immaginare. Sognare ad occhi aperti, cercando di trovare l'incanto di quando eravamo bambini, ci dà invece nuove energie interiori e scintille di vita. E ricordiamoci che le grandi magie quasi sempre sono nascoste nelle piccole cose, come un fiocco di neve.

venerdì 24 febbraio 2012

22 consigli per tenere a bada la fame nervosa

1. aspetta dieci minuti: posso aiutare a far passare il raptus della fame.
2. fatti un automassaggio: con pollice ed indice frizionare i lobi delle orecchie per qualche minuto; secondo l'auricoloterapia, qui si trova il punto che calma l'ansia.
3. concentrati sul respiro: chiudi gli occhi e inspirando gonfia bene la pancia, poi butta fuori l'aria molto lentamente, contraendo l'addome. Ripeti l'esercizio finchè ti rendi conto che l'attacco di fame è passato.
4. sdrammatizza: per esempio metti sul frigo una scritta divertente tipo: Gelato, non mi avrai!.
5. mastica: permette di mangiare con calma, assaporando ogni boccone. L'effetto saziante è assicurato.
6. gli oli essenziali: soddisfano i centri della fame. Si può scegliere tra vaniglia, salvia sclarea (antidepressiva) e il cisto (antistress).
7. i fiori di Bach: Boronia, un fiore australiano, è specifico per le ossessioni da cibo. basta prenderne 4 gocce sotto la lingua per bloccare gli attacchi di fame.
8. rhodiola: pianta dai riconosciuti effetti antistress; esiste anche in una comoda versione da spruzzare sotto la lingua per le crisi di fame.
9. scegli un hobby a cui appassionarti: per concederti un momento di relax durante la giornata; l'importante è muovere le mani e rilassare la mente, che sia pittura o giardinaggio.
10. non comprare "schifezze": in modo da non avere le tentazioni a portata di mano. Se è un brutto periodo (tensione e stress alle stelle) potete chiedere a qualcuno di farvi la spesa.
11. non stare a casa: cerca di uscire per svagare la mente. Probabilmente, facendo un giro e guardandoti intorno, ti accorgerai che nessuno ha un fisico perfetto. Se ti è possibile lascia i soldi a casa, per non cadere in tentazione.
12. chiama un amico: se è possibile evita di chiamare dalla cucina e scegli un cordless, in modo da fare una piccola passeggiata o un giro in cyclette.
13. frequenta luoghi "no food": frequenta i luoghi in cui è vietato mangiare, come librerie e musei. Se ti è possibile lascia i soldi a casa, per non cadere in tentazione.
14. l'acqua sempre con te: tieni sempre vicino una bottiglia d'acqua o una tisana: riempie lo stomaco e aiuta l'organismo a mantenersi in forma.
15. tieniti occupata: facendo un puzzle o delle parole crociate, impegnerai le mani, gli occhi e soprattutto la tua attenzione.
16. cerca di pensare ad altro: davanti ad un'invitante fetta di torta, ad esempio, sostituisci l'immagine del dolce con qualcos'altro di piacevole, che non riguardi nulla di commestibile, come una spiaggia al tramonto, immaginando di sentire il calore del sole, il rumore del mare, in modo da renderla vivida e reale nella nostra mente.
17. fai qualcosa per amarti: inizia ad apprezzarti, stimarti e a non offenderti. Sei una persona fantastica e questa è la cosa più importante.
18.  fai movimento: appena scatta la voglia improvvisa, anche una passeggiata di 15 minuti aiuta a tenerla a freno.
19. fai una bella colazione: partire col piede giusto a colazione aiuta a evitare che durante il giorno la fame la faccia da padrona; per partire col piede giusto, a colazione abbina sempre carboidrati (ad esempio fiocchi di cereali integrali), proteine (come uova, salmone affumicato o ricotta) e frutta fresca.
20. nutriti bene: la maggior parte delle persone che soffre di fame nervosa si nutre male, quindi tu non saltare mai i pasti, assicurati di assumere i giusti nutrienti durante il corso della giornata e scegli il 100% integrale, per tenere a bada la glicemia ed evitare di sentire quel buco nello stomaco già 2 ore dopo aver mangiato.
21. il mantra protettivo: creati un mantra protettivo, una frase rafforzante e abituati a ripeterla ogni volta che introduci cibo, sia che tu stia introducendo cibo giusto in maniera razionale, sia che tu stia andando verso una pulsione che sai dover trattenere. Un mantra potrebbe essere mangio solo ciò che mi fa bene, oppure mangio solo quello che mi serve per nutrirmi.  Se ti abitui a ripeterla e far diventare questo pensiero un abitudine, qualcosa che viene in automatico, ogni volta che ci sarà l'occasione di prendere del cibo, il mantra diventerà un meccanismo protettivo utile a far emergere la consapevolezza e a farti ricordare i tuoi obiettivi.
22. bevi una tisana: di passiflora, tarassaco, angelica e fiori d’arancio, 2-3 tazze durante il giorno . questa tisana può essere utile in caso di stress, ansia e noia da anestetizzare.

lunedì 19 dicembre 2011

7 buone abitudini per ridurre l'ansia

1. non criticatevi più: attenzione all' autocritica. La persona ansiosa è il peggior critico di se stesso. Per eliminare l'ansia bisogna prestare attenzione ai propri pensieri, di solito chi è ansioso si critica in continuazione. Imparate a parlarvi gentilmente: se per esempio vi ripetete molto spesso "non ne combino una giusta", sostituite l'affermazione negativa con una positiva tipo "ho fatto molte cose positive nella mia vita".  
2. tenete un diario: questo è molto importante per conoscere le vere cause della vostra ansia. Questo sistema è particolarmente utile per le persone che risentono sempre sotto pressione e non sanno perché. Scrivendo imparerete nuove cose su voi stessi. Tenendo un diario potrete comprendere come ci sia una relazione fra i vostri pensieri e le vostre emozioni, inoltre comprendere le proprie paure è il primo passo per padroneggiarle. Nel diario dovete annottare giorno per giorno il vostro livello d' ansia : esempio tranquillo, un po' preoccupato, nervoso, sul punto di scoppiare, quello che fate e sinteticamente quello che pensate. Un esempio di diario potrebbe essere il seguente : oggi ho avuto l' esame, ero agitatissimo, pensavo che forse sarei stato bocciato e mi preoccupavo di come avrebbero potuto reagire i miei genitori. 
3. praticate il rilassamento: imparate una tecnica di rilassamento e applicatela tutti i giorni. Non scoraggiatevi se all' inizio farete fatica a rilassarvi o addirittura vi sentirete più tesi di prima. Se persevererete noterete una significativa diminuzione del vostro livello di ansia. Presto il rilassamento diventerà per voi una piacevole abitudine e scoprirete che, dal momento che mente e corpo sono strettamente collegate, il rilassamento fisico conduce al rilassamento mentale. Esistono moltissime tecniche di rilassamento: il training, la meditazione, lo yoga e la respirazione addominale.
4. fate esercizio fisico: fate ogni giorno 30 minuti di attività fisica. Ma attenzione per non aggiungere stress a stress, dovete scegliere qualcosa che vi piaccia. Anche una passeggiata di 30 minuti può essere un eccellente modo di scaricare la tensione.
5. alimentatevi correttamente: fate attenzione a ciò che mangiate A volte l'ansia può essere esacerbata da un intolleranza alimentare o dall' abuso di sostanze stimolanti. Le persone ansiose dovrebbero evitare il tè, il caffè, la coca cola e la nicotina. Dal momento che una condizione fisica di ipoglicemia spesso causa ansia è importante ridurre i dolci, preferire pane e pasta integrali e fare cinque pasti leggeri. Anche conservanti e additivi possono provocare delle allergie e quindi problemi d' ansia.
6. coltivate le amicizie: stare con delle persone che vi apprezzano è un ottimo antidoto alla tendenza alla autocritica tipica della personalità ansiosa.
7. fate le cose che vi piacciono: anche se avete una giornata densa di impegni, anzi soprattutto in questi casi, trovate il tempo per fare qualcosa che vi piace e vi rilassa. Può trattarsi di ascoltare della musica, di dipingere, fare un puzzle o qualsiasi cosa vi ricarichi.